Tutti noi abbiamo qualche paura irrazionale. Forse l’idea di parlare davanti a degli estranei ti terrorizza. Forse ti vengono i sudori freddi durante i colloqui di lavoro. O forse scegliere cosa indossare prima di uscire di casa ti sembra un’impresa impossibile.

Le cose non vanno come dovrebbero.

Tutte quelle situazioni potenzialmente strane, spaventose e imbarazzanti sono in realtà piuttosto facili da gestire, basta adottare alcuni trucchetti fondamentali. Qui di seguito capirai quali.

In queste pagine imparerai:

perché indossare una cravatta colorata può farti sentire più sicuro;

perché è meglio non dire bugie a un colloquio di lavoro;

come fare un brindisi che nessun invitato dimenticherà.

 

Quando parli con l’impiegato di un ufficio di collocamento, impara a metterti nei suoi panni.

Se di recente hai fatto domanda per un posto di lavoro, saprai anche che oggi le aziende tendono a usare “reclutatori” esterni per decidere chi potrà avere un colloquio con il responsabile delle assunzioni. Ma organizzare un incontro con un reclutatore non deve essere un’esperienza stressante. Con il giusto atteggiamento, potrai fare una buona impressione ed essere richiamato.

Prima di tutto, è importante capire cosa il reclutatore vuole sentirsi dire durante il colloquio.

Contrariamente a quanto pensano in molti, i reclutatori preferiscono costruire un rapporto con te che aiutare il datore di lavoro a riempire un posto vacante. Se non ti trovano qualcosa oggi, potranno comunque proporti il lavoro perfetto domani. Quindi vedi il colloquio come una conversazione informale, come un’opportunità che il reclutatore ha per scoprire chi sei e che tipo di obiettivi lavorativi vuoi raggiungere.

Un buon sistema è quello di metterti nei panni dell’interlocutore. Immagina di essere tu a dover cercare un nuovo dipendente per l’azienda. Potresti incontrare un sacco di persone motivate e ben istruite che non rispondono ai requisiti da te richiesti, ma che potrebbero essere i candidati perfetti per ricoprire il prossimo incarico che hai da offrire.

Ragionando in questo modo, come dovresti comportarti davanti a un reclutatore?

Primo: Non fare tardi! Arrivare in ritardo significa dare una prima impressione negativa a cui poi è difficile rimediare.

Secondo: Non mentire! Se sei davvero la persona adatta per quel lavoro, sii sincero e dimostralo al tuo interlocutore.

E terzo: Non avere paura di fare domande. Informati il più possibile sulle mansioni da svolgere e sui requisiti che l’azienda cerca nei candidati. Una volta individuate le qualità richieste, dimostra di possederle durante il colloquio con il responsabile delle assunzioni.

Infine, al termine dell’incontro, invia un messaggio di ringraziamento al reclutatore. È un gesto semplice ma lo colpirà positivamente.

“Non scopri nulla di una persona in un mese di lavoro. Nulla. Perché quella persona non è realmente come la vedi”.

Il contatto visivo ti aiuterà a concludere un colloquio con successo.

Tutti conoscono l’importanza delle prime impressioni, soprattutto se si è in cerca di un lavoro. Il modo in cui entri nella stanza può determinare l’esito di tutto il colloquio. Infatti la valutazione di chi ci sta di fronte avviene in pochi secondi.

Allora qual è il segreto per fare una buona impressione sull’interlocutore? Puntare al contatto visivo.

Il giudizio che abbiamo di una persona si crea qualche millisecondo dopo averla incontrata. E con il contatto visivo, in un istante, condividi con l’altra persona un sacco di informazioni: le comunichi le tue abilità sociali, trasmettendole affabilità e stabilità emotiva.

Evita di guardare il pavimento, il soffitto o altri punti della stanza prima di sederti e cominciare il colloquio. Se sono presenti più persone, cerca il contatto visivo con ognuno di loro.

Alcuni studi hanno dimostrato che i candidati che mantengono un buon contatto visivo con l’interlocutore hanno più probabilità di essere assunti rispetto a chi guarda altrove. Quindi non perdere di vista l’obiettivo dell’incontro e smettila di fissare la cravatta del reclutatore!

Se sei un po’ scettico a riguardo, fai questo esperimento: trova uno specchio e stabilisci un contatto visivo con te stesso solo per un istante, poi dirigi lo sguardo altrove. Ok, adesso riguarda lo specchio. Questa volta fissa te stesso negli occhi per almeno cinque secondi, Quella seconda, più stabile, versione di te stesso non ti sembra più affidabile?

È questa è la magia del contatto visivo: se lo mantieni, risulterai più serio e più competente. Al contrario, più abbassi gli occhi e distogli lo sguardo quando ti viene posta una domanda, meno fiducia trasmetterai all’interlocutore.

Detto questo, non esagerare! Non si tratta di una gara di sguardi e il tuo obiettivo non è quello di sondare le profondità dell’anima del reclutatore.

Evitare di usare alcune parole o frasi renderà la tua presentazione più professionale.

Ora che hai concluso il colloquio con successo e ottenuto il lavoro dei tuoi sogni, in che modo puoi mantenere la tua professionalità? Innanzitutto, un professionista lo si riconosce dal modo in cui parla. Questo significa utilizzare frasi e parole diverse da quelle che di solito si dicono fuori dall’ufficio, oltre che comportarsi in modo consono a un ambiente professionale.

Un modo facile e veloce per migliorare il proprio vocabolario professionale è quello di abbandonare l’abitudine di chiedere sempre scusa.

Se ti fanno notare di aver commesso un errore in ufficio, evita di dire: “Mi dispiace”. La risposta ideale è: “Ho capito cosa è andato storto, farò in modo che non succeda più”.

Le scuse portano con sé un peso emotivo che può creare disagio nell’ambiente di lavoro. Riconoscere il problema e mostrarsi volenterosi di correggerlo significa essere gentili e professionali.

Un’altra frase da cancellare dal proprio vocabolario è: “Questa cosa ha senso?” È una frase che dimostra la tua insicurezza nell’intelligibilità di quanto affermi e il tuo bisogno di qualcuno che ti dia conferme su quello che devi fare. Ovviamente, con una battuta del genere non farai una bella figura sul piano professionale.

Mantenere un atteggiamento professionale significa evitare l’uso di espressioni colloquiali come “pigliare” sul posto di lavoro.

Quante volte hai sentito qualcuno dire, “Pigliamo un caffè?” o “Posso rubarti un secondo per dirti una cosa?” Verbi come “pigliare” o “rubare” sono la prova che non sai valorizzare il tempo dell’altra persona in maniera professionale. Invece, rivolgiti con rispetto chiedendo: “Possiamo incontrarci più tardi?” o “Prendiamo un caffè e discutiamo di questo problema seduti a un tavolo?”

Nel corso della giornata, parlando con amici, parenti e colleghi, è facile dimenticarsi di adattare il proprio vocabolario al contesto in cui ci troviamo. Ma se desideriamo mantenere un elevato livello di professionalità, è importante usare un linguaggio professionale.

Un brindisi può essere una grande opportunità per farlo, se sai come sfruttarla.

Che tu stia festeggiando un successo negli affari o il matrimonio di un amico, un buon discorso può essere il gesto perfetto per fare colpo sui presenti. Ma fare un buon brindisi non significa parlare senza sosta o elencare una lista infinita di nomi da ringraziare. È invece un momento importante, un discorso incisivo, carico di tensione, che la gente si ricorderà per molto tempo. Allora qual è il modo migliore per fare un brindisi di successo?

Chiediti: “Cosa mi aspetto di sentire da una persona quando fa un discorso davanti agli altri?”

Ci sono un sacco di possibilità, giusto? Un brindisi può essere allegro e divertente oppure intenso e commovente. Sfrutta questa flessibilità a tuo vantaggio la prossima volta che sollevi il bicchiere a una festa o a un pranzo d’affari.

Ma non commettete l’errore di dimenticare un nome importante.

Tutti si aspettano che qualcuno faccia un brindisi per la sposa e lo sposo a un matrimonio o per l’ospite d’onore a una festa di compleanno. Ma quando fai un brindisi a una festa di Natale o a una cena aziendale può essere facile, e soprattutto imbarazzante, tralasciare per sbaglio un nome importante.

Un modo semplice per essere certi di non dimenticarsi nessuno è evitare di improvvisare. Quando sai che si sta avvicinando il momento del brindisi, prepara quello che dirai su un foglio e assicurati di ringraziare tutte le persone che se lo meritano.

Un altro sistema intelligente per non fare figuracce e non dover ringraziare ciascuno nome per nome può essere un: “Lo devo a tutti voi…” o “È il vostro lavoro che ha reso tutto questo possibile”. Frasi del genere fanno sentire tutti inclusi e in questo modo nessuno si sentirà offeso alla fine del brindisi.

Non sottovalutare l’importanza e il potere di ciò che indossi.

Tutti pensano a che vestito mettersi nelle occasioni importanti. Ma potresti sorprenderti nello scoprire quanto è forte l’impatto che l’abito giusto può esercitare.

Anche se di solito non badi molto a quello che indossi, probabilmente sei consapevole del fatto che i vestiti sono uno strumento molto potente.

Ciò che indossi comunica molto alla gente di quello che sei, e questo avviene in un istante. L’abbigliamento giusto può trasmettere sicurezza e un senso di individualità. Per esempio, una cravatta o un maglione dai colori accesi, agli occhi degli altri, possono indicare un’alta fiducia in sé stessi.

Ecco perché avere addosso i vestiti giusti è fondamentale per fare una buona prima impressione.

La scelta dell’abbigliamento per un colloquio di lavoro potrebbe influire sulla decisione finale del reclutatore. Se a un colloquio per un posto di lavoro in una start-up indossi la tua camicia di Star Wars preferita, forse il tuo interlocutore noterà il tuo stile e, pensando che sei una persona che ama la tecnologia, si convincerà che sei il candidato perfetto.

Ora supponi di dover sostenere un grosso colloquio in una banca. Indossare un completo nuovo, fatto su misura, ti farà sentire sicuro di te e spingerà la banca a considerarti una persona seria e affidabile.

E se sei un batterista e vuoi entrare in una band heavy metal, probabilmente dovresti indossare qualcosa di molto diverso.

Quindi ricorda: considera tutte le possibilità e concediti il vantaggio di scegliere cosa metterti addosso a seconda della situazione.

A complicare le cose, quello che decidi di indossare potrebbe influire sulla tua persona.

Alcuni ricercatori della Columbia University hanno osservato l’effetto che i vestiti possono avere sull’umore e sul comportamento di chi li indossa, fenomeno che prende il nome di enclothed cognition. Il loro esperimento ha dimostrato che le persone con indosso un camice da laboratorio si mostravano più attente al dettaglio rispetto a quelle a cui era stato chiesto di scegliere un abbigliamento casual!

Questo è il potere dei vestiti: quelli sbagliati possono farti sentire a disagio o in imbarazzo; abiti di qualità, invece, possono farti sentire intelligente, sexy e sicuro di te. Pensa alla tua camicia o vestito preferito: quello che conta non è come ti sta addosso, ma come ti fa sentire!

 

Riepilogo finale

 

Il messaggio chiave del libro è:

Il mondo degli affari è pieno di mine sociali. Che tu stia sostenendo un colloquio con un reclutatore, cercando il vestito giusto o facendo un brindisi, sii furbo ed evita situazioni imbarazzanti, basta tenere a mente alcuni semplici consigli. Ricorda: Il tuo successo professionale dipende solo da te!

Consigli utili:

Mai arrivare tardi a un colloquio di lavoro.

Te lo avranno già detto altre volte, ma è meglio ripeterlo: quando si tratta di un colloquio di lavoro, mai arrivare in ritardo! Certo, qualche imprevisto potrebbe rallentarti. Potrebbe esserci tanto traffico o uno sciopero dei mezzi. Quindi parti sempre con un po’ di anticipo! In questo modo, in caso di imprevisti, sarai comunque puntuale.

A tutti noi è capitato di voler condurre una conversazione che poi ci è sfuggita di mano, Conversazioni cruciali indaga le cause principali di questo problema. Ti verranno spiegate le tecniche adatte per gestire queste conversazioni e trasformale in esperienze utili e positive, soprattutto nelle situazioni in cui la posta in gioco è molto alta.

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